domenica 17 gennaio 2021

Sonetto di Ceppaloni

 Sonetto di Ceppaloni


Fu l’onfalo politico, il segreto

appoggio d’ambo i lati, cieca sorte

nascosta dentro il numero; già forte

nel suo concedere, spesso incompleto,


oggi un permesso, domani un divieto,

nel decretare la vita e la morte,

nel far legislature lunghe o corte;

non mai futuro, nemmeno obsoleto,


fu l’immutato presente. Si crede

ora l’eterno ritorno, la stella

polare in questi cieli: “fate perno”,


un giorno disse peraltro Archimede,

“su quel ch’è sempre Clemente Mastella:

solleverete il mondo, ed il governo.”

mercoledì 13 gennaio 2021

Sonetto della pastina (DS22)

 Canti dell'appendice non ce ne saranno, anche perché il vile diverticolo era già stato omaggiato di un sonetto quando si era infiammato l'estate scorsa, così che poi si è montato la testa. Però la breve e tutto sommato tranquilla degenza meritava un epitaffio, e quindi ecco il componimento dedicato all'imponderabile.


Sonetto della pastina


Già sgusci iridescente dentro il brodo

in pallide sembianze glutinose,

viscosa, tra le scie filamentose

d’un cacio putativo: in questo modo


non si sa più se liquido o se sodo

è il mondo il cui qualcuno un dì ti pose.

A tal domanda, nessuno rispose.

Eppure ti sorseggio e quasi godo,


pastina senza nome, nell’averti

innanzi a me dopo un lungo digiuno,

tu viscida, irrisolta ragnatela


d’aromi e di sapori spesso incerti.

Grata lappando, occhieggio l’opportuno

contorno molle di polpa di mela.


in memoriam

13.1.2021





giovedì 24 dicembre 2020

Sonetto caudato a Babbo Natale

Sonetto caudato a Babbo Natale


Mio caro Babbo che ogni bambino

da sempre in questi giorni va e consulta:

ascolta pure me che sono adulta,

che qui ti scrivo in versi un pensierino.


Non è che chiedo molto, o mio babbino,

questo mio cuore già più non sussulta

per i balocchi: ma trepida, esulta,

alla speranza d'un caro vaccino.


Oh Babbo! Tu che superi le poste

nella consegna, tu che con la briglia

guidi le renne su quella carlinga!


Va bene tutto, va bene in siringa,

in una mastodontica pastiglia,

va bene pure se viene in supposte!


Aggiungo le proposte

per la Befana. Tu dille che scrivo:

per i no vax carbone lassativo.

venerdì 6 novembre 2020

Tempo notturno - Anteprima

Prossimo Poema Pandemico. 

Questi sono i primi tre canti di Tempo notturno, un poema in endecasillabi in terza rima che ne prevede in tutto 36 e che sarà disponibile, con ogni probabilità, all’inizio del 2021.


Si tratta di una prima versione, ma non dovrebbe discostarsi molto da quella finale.





La storia... be’, la storia parla di un vecchio compositore, di sua moglie, di suo nipote, di un componimento musicale lasciato in sospeso, di una dottoressa alle prese con un compito più grande di lei, di una figura della strada che guarda e commenta, e dell’ardito compito di tradurre in endecasillabi pipistrelli, virus e modelli di diffusione delle epidemie.

Buona lettura, intanto, e a presto. 


Scarica il PDF

lunedì 2 novembre 2020

Sonetto dello scaricabarile

Sonetto dello scaricabarile


"Oh che tu fai regione cara: chiudi?"

"Non so, mio buon governo: dimmi pure."

"Autonomie cercavi, forti e dure..."

"Sì, ma in passato! Così tu m’illudi!


Che dicono le carte, e che gli studi?"

"Tu vedi, mia regione, che paure..."

"Saranno sanitarie dittature?"

"Di certo questi son numeri crudi…"


"Che fai, mi chiudi tu? Ch'io qui non vedo..."

"Ma no, dopo di te, regione cara!

Autonomie cercavi, e dure e forti…"


"Ma chiudi tu, che io mica secedo!"

"Ma no, qui qualcos'altro si prepara..."

E crescono i malati e quindi i morti.

giovedì 29 ottobre 2020

Sonetto sugli aumenti subdoli e repentini delle curve esponenziali

 Sonetto sugli aumenti subdoli e repentini delle curve esponenziali


Esponenziale che sorgi di fronte

a noi strisciando piana nell'inizio;

e poi esplodi, quasi senza indizio,

lasciando velocissime l’impronte


verso infiniti mostruosi! Simbionte

di crescita che s'alza a dar supplizio,

com'è che mostri intatto questo vizio

di fare turba nel cuore di Conte?


Tu subdola, vigliacca e repentina,

potresti mica avvertirlo con grazia?

Ché quello guarda e s'indigna, irrequieto,


del tuo salire già sull'erta china,

sorpreso del tuo essere mai sazia,

e poi gli viene da fare un decreto.

venerdì 23 ottobre 2020

sonetto del plesso brachiale

 [A lenimento di cotanto smacco / bastevole sarà il diclofenacco?]


Sonetto del plesso brachiale


Braccio che pendi, inerme e già trafitto,

formicolante invano dalla spalla!

Di', quale nervo percosso ti falla,

quale movenza t'ha infine sconfitto?


Fu trauma? Qualche ginnico delitto?

L'età, che in questo tempo medio stalla

e verso cupa vecchiezza s'imballa?

Tanto dolore, chi mai te l'ha inflitto?


Il muscolo scaleno? Fu il trapezio?

Chi ti comprime, mio plesso brachiale?

Chi fa suonare amare le tue corde,


con chi avesti mai siffatto screzio

per far tremare anche il gran dorsale?

Mi guarda il male, cupo, e intanto morde.


22 ottobre 2020