giovedì 1 febbraio 2018

Materiale da post consumo

Sonetto del Rifiuto romano
Materiale, che sei di post consumo!
Agglomerato dell'obsolescenza
ch'è fatta di programma e di scadenza,
un'agorà di ratti, il sol profumo
gradito dai gabbiani; vago fumo
d'un inceneritore all'apparenza,
quello di cui volevi stare senza:
monnezza ti chiamavi, un dì, presumo.
Stat rosa pristina nomine, dice
tra i nomi nudi sguazzando Bernardo,
narrando del disprezzo per il mondo;
tu, decomposta, inevasa, infelice
ti piangi, mai scomparsa dallo sguardo:
ché il nome non ti muta il fato immondo.

martedì 23 gennaio 2018

Il campo etico e l'eticone

Rassegnata e ormai vinta da quelli che vorrebbero utilizzare il metodo scientifico anche fuori dalla scienza e usare la fisica per tutto, propongo ora l'abbozzo di un modello fisico, rigorosamente scientifico e razionale, per l'etica.
IL CAMPO ETICO E L'ETICONE
Il campo etico è un campo tensoriale responsabile dell'interazione comportamentale umana deontologicamente o consequenzialmente definita, è generato dall'essere umano in relazione con altri esseri umani e si propaga sotto forma di onde etiche.
Il campo etico si può costruire a partire dal potenziale etico di una società e il suo comportamento è descritto da opportune equazioni differenziali.
All'interno delle equazioni ogni grado di libertà in una data configurazione del campo etico ha un proprio effetto misurabile sul comportamento di eventuali soggetti di prova posti nelle vicinanze. L'espressione del campo rimane grossomodo invariata se i potenziali subiscono determinate trasformazioni sociali, suggerendo la possibilità, almeno per quanto riguarda brevi periodi storici e limitati contesti geoeconomici, che quella etica possa essere una teoria di gauge.
Fin qui abbiamo parlato del caso classico, che è un caso limite, per quanto applicabile su grandi distanze e con un gran numero di soggetti interagenti. Si sa però che a brevi distanze interpersonali si verificano fenomeni di interferenza morale - si veda il noto esperimento della doppia offenditura - per cui il campo etico può essere quantizzato: l'onda etica si presenta allora in pacchetti discreti e il quanto fondamentale del campo prende il nome di Eticone. 
L'Eticone ha spin intero, carica positiva o negativa, a seconda del costrutto sociale, e massa manipolabile, vuoi dal timore di essere toccati (Eticone di Canetti), vuoi in quanto superamento della classe sociale (Eticone di Ortega Y Gasset). 
Esistono vari meccanismi di interazione tra la materia sociale e la radiazione etica, i quali possono dare origine a fenomeni come:
- l'effetto plagioetico, in cui l'eticone viene completamente assorbito
- l'effetto Eticompton, in cui l'eticone cede parte della sua energia
- la produzione di coppie, in cui l'eticone scompare e vengono prodotte coppie di soggetti antitetici che fanno un po' quel cazzo che gli pare.

venerdì 12 gennaio 2018

Sonetto antropologico



Sonetto antropologico

Povero vecchio porco. Che ricami
Sui filtri dell'amore a pagamento,
Mero utilizzo finto in sentimento,
Da schermi squallidi e i loro cascami,
Coi servi e i saltimbanchi che tu chiami
Amici. Mai vergogna o pentimento,
Quattrini senza odore chiedi al vento
E credi che sia il mondo. Tu non ami.
Non hai la dignità, dentro lo specchio
Non sai l'accettazione del rifiuto,
Ti manca il senso d'uomo e dello stato
E delle proporzioni, e del reato.
Solo il ricordo ti giunge d'aiuto:
Porco, infelice, tu, povero vecchio.

domenica 31 dicembre 2017

Quartine per il 2018

Gennaio
Fa freddo, la monnezza, poi la dieta,
campagna elettorale: scendi in pista!
si scinde da sinistra un'altra lista,
la neve sopra tutto scende quieta.

Febbraio
Mese più corto, pur sol d'uno spicchio:
tutto il paese dibatte a Sanremo
sul canto gorgheggiante e mezzo scemo,
ma almeno per quest'anno c'è Vesicchio.

Marzo
Si vota. Quest'è il giorno della svolta!
Si sceglie, tutti tronfi, un sommo guaio
tra Berlusconi, Salvini o Di Maio.
Di qua noi ci si scinde un'altra volta.

Aprile
Fra maggioranze stentate, costretti
si muovono all'insieme i populisti.
L'un contro l'altro, i poveri Cristi.
Vogliamo un altro film, Nanni Moretti.

Maggio
Nuovo governo, la vita già dura:
la borsa un po' vacilla, ma non crolla.
S'aggrava il bel paese, carne frolla;
legifera, cianciando, la paura.

Giugno
Taciuta l'influenza, tanta o poca
sul dato elettoral, di là da Mosca
parte il mondiale degli altri. S'infosca
il cuore dell'Italia, che non gioca.

Luglio
Fa caldo! Quanti sbarchi! Le maligne
vocette dall'Europa, dalle banche
non fiaccano le membra nostre, stanche.
(Ventura, perché mai togliesti Insigne?)

Agosto
Pubblico il debito già si scialacqua,
d'uscir dall'euro qualcun fa l'augurio.
S'innalza la colonna di mercurio,
il caldo percepito, bomba d'acqua.

Settembre
Dai dati non si vede una ripresa,
c'è poi la prima crisi di governo.
Un piccolo promette appoggio esterno.
Ancora un'ingerenza della Chiesa.

Ottobre
Si scalda il sindacato; fa le veci
di quanto ancora si scinde a sinistra.
La cosa pubblica mal s'amministra,
Rating che scende sui minimi greci.

Novembre
Si chiede di sanare il territorio,
arriva l'alluvione, puntuale.
Lo spread, imperturbato, guarda e sale.
L'Europa ci commina un direttorio.

Dicembre
La gente per Natale si fa bella
brandendo i suoi presepi come vanti.
In mare un'altra strage di migranti.
Saluta, triste e solo, Mattarella.

martedì 19 dicembre 2017

Spelacchio al Pantheon

Spelacchio al Pantheon
È pace, sì, la morte, ma non calma:
il giorno in cui, fatal, tirò le cuoia
Spelacchio (che, da vivo, mai ‘na gioia)
nell’Urbe si parlava d’altra salma:
non più d’abete, neppure di palma,
ma di chi ci permise il calvo boia,
il terzo Emanuele dei Savoia.
Sì duplice si dà in natura l’alma:
ché l’uno, miserando nella chioma,
e secco e tutto grinze in ogni ruga
un brindisi festivo pur sognava;
in Brindisi di Puglia se ne andava
quell’altro, progettandovi la fuga,
ed or vuole tornar, da morto, a Roma.

martedì 7 novembre 2017

Il teatrino

Con buona pace di Sorrentino e Pirandello, ho avuto due idee.

The Young Premier
Lenny Dimayo è un giovane deputato campano, ambizioso, diligente e dallo scarso peso intellettuale e politico. Inaspettatamente, nel 2018 viene nominato presidente del consiglio. Portando con sé un gabinetto di tanti Tonino Pettola, Lenny diventa dunque il più giovane capo di governo della repubblica italiana. La sua immagine è un mistero: si vocifera che sia controllato dal fin troppo influente cardinale Beppe Spencer, suo vecchio mentore e padre spirituale; Lenny si sottrae ai confronti, non si fa vedere, parla da solo con l'anima di Casaleggio Padre e Figlio; orfano politico che si pone alla guida di un paese di orfani politici, adorato ed elusivo, simbolo dell'invitta capacità italica di galleggiare con mezzi improbabili, evanescente e predatorio, contraddittorio e miracolato, rivoluzionario ed eversivo, The Young Premier si appresta a conquistare gli schermi dalla prossima primavera.
(Notevole l'interpretazione di Matteo Renzi nei panni di Stefano Accorsi.)



Una, nessuna e centomila
Vitangelo Toscarda è un uomo ordinario e tranquillo, che ha ereditato il partito (e le banche) dei padri e vive di rendita sulle dolci colline dell'Italia centrale. Un giorno un elettore gli fa incidentalmente notare di avere il naso leggermente storto e un'inusitata vocazione maggioritaria, e il Toscarda si guarda allo specchio e comincia a interrogarsi su di sé. Chi sono veramente? si chiede. Che cos'è la mia esistenza? Dove devo andare? Cosa devo fare? Come appaio al prossimo? Decide di cambiare vita nella speranza di scoprire la sua vera natura, e qui cominciano le sue avventure sinistre. Una, nessuna, centomila sinistre: ricerca identitaria, frammentazione percettiva, annientamento elettorale, spigolando e lambiccandosi su rotte diverse e rabberciate; ora inseguendo la Chiesa sulle politiche economiche e sociali, ora rincorrendo i radicali sui diritti civili, ora ricercando un papa straniero o pescato dalla società, in un estenuante girotondo di Pancho Pardi, Zapatero, Tsipras, Islanda, Varoufakis, Corbyn, Portogallo, Pisapia. Il Toscarda, riformista e radicale, diverso ed uguale (cit.), comincia a fare discorsi ossessivi su di sé e a proporli compulsivamente al prossimo, fino a farsi prendere per pazzo; ormai frammentato in centomila identità diverse si aggira per il paese cercando di definirsi, la moglie s'ingegna a farlo interdire e passa ai Cinquestelle credendo che siano di sinistra, gli sparano, trova parziale e breve conforto nel dialogo con un religioso, infine si dà all'agricoltura biologica nel tentativo di ricreare il suo perduto stato di natura ma Vandana Shiva gli chiede 40mila euro per una conferenza e Vitangelo muore nei debiti.
Nel frattempo muore nei debiti anche il paese, aspettando il ritorno fatale di Silvio Berlusconi che adesso si fa chiamare Adriano Meis.

lunedì 18 settembre 2017

Le Solitarie

Le Solitarie
(quartine elettorali pagate dalla ka$ta)
Concorre alle primarie di partito
(pardon, mi si scusasse, Movimento)
il giovane virgulto, già portento
e del gran capo primo favorito.
“Pertanto mi servisse un avversario”
conciona, in congiuntivo traballante,
il trepido Giggino, titubante
e debole sul lato giudiziario
(né sol d’imputazione vuolsi afflitto,
ché non ne soffrirà certo dei danni:
ma pur di quel che, ignoto già da anni,
gli manca per gli esami di diritto.)
Ahimé, si fa deserta la tenzone:
non Fico, non il prode Di Battista,
nessuno che s’aggiunga a quella lista
che quasi più non sembra un’elezione.
“Mi candido, mi valuto, m’accetto”
discorre e tutto preso ne ragiona:
“Di contro a me vi sia la mia persona,
antagonista del proprio soggetto!”
E qual si pugna l’anima nel doppio
vincente e sopraffatto da se stesso
Giggino grida ancor, come un ossesso:
“Ho vinto contro me, con me m’accoppio!
Se in primavera, oh sì, stagione bella,
m’arride la vittoria elettorale,
per quanto ne capisco e quanto vale,
a me ben s’affidasse Mattarella!
Che gli altri, di me e me, sono ben peggio.”
Così torna a sognar Palazzo Chigi.
Da lungi, pudibondo a quei servigi,
sorride tra le brume Casaleggio.