venerdì 15 febbraio 2019

Epitaffio per Opportunity

Epitaffio per Opportunity

Lontano dall’amore, dalla rabbia,
dal colpo tracimante che t’ha mossa,
dal nostro fragile crepito d’ossa,
bucavi l’aria, veloce, la gabbia

dell’orbita. Tu credi che si abbia,
lontano, un’altra vita, che si possa?
Ma taci, adesso. La notte s’ingrossa
sospesa come i cumuli di sabbia

che t’hanno ricoperto; sotto un velo
di tempo sterminato ed inconsulto
un ultimo silenzio se ne parte

e sfonda le distanze e questo cielo
e torna sulla Terra in un singulto;
ti lascia lì, sulla scorza di Marte.


[2005-2019]

mercoledì 13 febbraio 2019

Sonetto di spiegazione a Guy Verhofstadt riguardo il ruolo politico e culturale del burattino nella storia italiana

Sonetto di spiegazione a Guy Verhofstadt riguardo il ruolo politico e culturale del burattino nella storia italiana. Non è, che, vedi, non siamo civili: a volte, e con gran forza, lo sembriamo. È che per indole, temo, restiamo innamorati d’essere servili e rincagnati, tremuli ed ostili, partite voi intanto che ci armiamo. Io qui ti dico ciò che adesso siamo: né patria del diritto, né di vili. Ma sempre pronti invece a truffar carte, incerti tra miracoli e malocchio, col riso confondiamo l’umor cupo: figli di quella commedia dell’arte, fratelli mal cresciuti di Pinocchio, lo spirito del mondo fatto pupo.

domenica 27 gennaio 2019

Alga azzurra

Alga azzurra, alga chiara Ogni notte ritornar per cercarli in qualche mar Fotoautotrofi, lo sai, tutto intorno a dove sei. Una cellula, che più? procariota e spesso blu Alga azzurra Alga chiara butta ossigeno di già nell’atmosfera E perciò si sono estinti molti poveri anaerobi in un grande evento ossidativo in un tempo che fu. È una storia, cosa vuoi, che risale a tempi bui fin da quando si creò fotosintesi a gogo Dei batteri, sì, laggiù, e tutto il resto non fu più Alga azzurra Alga chiara butta ossigeno di già nell’atmosfera E perciò si sono estinti molti poveri anaerobi in un grande evento ossidativo in un tempo che fu. Batteri sempre più, com'è stato e come fu Alga azzurra Alga chiara butta ossigeno di già nell’atmosfera Alga azzurra Era il Sideriano, sai, e cominciarono quei guai che hanno dato vita poi a tutto quanto insieme a noi E l’ossigeno ne fu liberato sempre più Alga azzurra Alga chiara butta ossigeno di già nell’atmosfera E perciò si sono estinti molti poveri anaerobi in un grande evento ossidativo in un tempo che fu.

martedì 11 dicembre 2018

L'ascensore

Sonetto caudato dell’ascensore bloccato con me dentro che portavo fuori l’immondizia
Nessuno sa quale sorte gli tocca.
Scendevo, calma e dolce, col bidone.
D’un tratto, solitario, uno scossone:
ed ecco l’ascensore che si blocca.
Il fiato si fa muto nella bocca;
suono l’allarme, la concitazione,
un primo inerme gruppo di persone
lì fuori che mi parla; quasi scocca
l’ora ferale, ch’è sempre temuta,
che svelle già il domani dal mio ieri!
Premo pulsanti, non scendo, non m’alzo,
considero l’orror della caduta,
poi spero nell’arrivo dei pompieri,
basterà l’aria? Si muove! Un sobbalzo!
Il piede mezzo scalzo
si scaglia avanti, vedi, s’apre un vano,
son viva! sulle scale! M’allontano.


Ieri sera ho trascorso un quarto d'ora in un ascensore di un metro per un metro, bloccata fra il primo piano e il piano terra, mentre 
- una vicina raccontava che era successo anche a suo figlio e a suo marito
- la stessa vicina, cadendo nella fallacia del tacchino induttivista, garantiva che fino a un momento prima l'ascensore aveva funzionato benissimo
- Antonino chiedeva come stavo e telefonava all'amministratore
- un'altra vicina mi dava istruzioni "premi i pulsanti, non si sa bene in quale combinazione, bisogna andare per tentativi"
- il marito dell'altra vicina, insieme ad Antonino, cercava di forzare le porte con un cacciavite e diceva "se riusciamo ad aprire le porte c'è un buco di mezzo metro per farla uscire" e io mi sono vista tranciata in due dall'ascensore imbizzarrito 
- e pugnalata dal cacciavite
- la vicina che mi dava istruzioni suggeriva di non forzare la porta che era peggio
- la vicina induttivista mi diceva di non preoccuparmi
- io intanto pensavo che se l'ascensore fosse caduto liberamente comunque non mi sarei fatta molto male perché c'erano sì e no tre metri fino a fine corsa, e che in ogni modo il gedankenexperiment dell'ascensore ha valore solo perché è un esperimento pensato, col cazzo che in una situazione reale uno si mette a pensare all'equivalenza tra massa inerziale e massa gravitazionale
- c'è un racconto di Garcia Marquez in cui due rimangono bloccati in un ascensore e decidono di vivere lì e io al massimo avrei potuto vivere con un bidone dell'immondizia, perché la letteratura è bugiarda

mercoledì 21 novembre 2018

La letterina a Babbo Natale

Frattanto, mentre vana a quel governo
l’Europa raccomanda parsimonia,
arriva nei recessi di Lapponia
la lettera del Sire dell’Interno:

accluso, come omaggio, pure un selfie.
“Leggete” dice Babbo agli assistenti.
Aprendo la missiva, reticenti,
impressionati sospirano gli elfi:

“Babbo Natale, pur tu tra gli amici,
questo ti chiedo mi venga in regalo:
i neri in altri porti e senza scalo,
e se ci sono zingari felici

la ruspa me li cacci per le strade.
Nessuno che mi chieda, in ogni dove,
di quei milioni, ben quarantanove;
e se qualcuno le tasse le evade

venga lo sconto: così già mi piace”
Sbottano gli elfi, ricolmi di bile:
“Guarda che lingua mendace e servile!
Fanno il condono e lo chiamano pace!”

Leggono d’altre richieste e favori:
“Soltanto con la donna l’uomo scopa:
lo chiederei per legge. Poi, l’Europa:
ci sbatta lei per prima noi di fuori,

così le diamo colpa, e in primavera
possiamo fare il pieno d’altri voti.
Studenti, letterati, sacerdoti,
se vogliono gustarsi la galera

non hanno che da dirlo. Chi protesta
lo sbatto sopra i social per la gogna.
Ancora: se ci va di dir menzogna
si faccia sembrar vera. Che mi resta?

Ah! Prima il popolo, quello italiano,
cristiano, col presepe, sovranista:
che pensi che sia solo terrorista
chiunque si professi musulmano.

Infine, si cancelli quel valore
che dà per legge l’uscir d’ateneo.
T’attendo con affetto, tuo Matteo.”
Tacciono gli elfi, con grave timore.

Babbo Natale si passa sugli occhi
chiazzati e inumiditi dallo sdegno
la mano. Poi risponde: “Io m’impegno,
io che di solito tratto balocchi!

Di questa invereconda e triste lista
non una cosa avrai per Natale!
Nulla pietà per chi predica il male!

Solo dolore.” E si firma: “Buonista.”

martedì 13 novembre 2018

Giochi a somma sospetta

Ho questo problema coi giochi di società. Cioè, togliamo pure "giochi di", in fondo ho un problema con la società, ma anche con i giochi di società.
Si vedano i seguenti esempi.

A Monopoli (non qui, il gioco) mi viene fuori un insospettabile lato avido, capitalista, senza scrupoli e affarista che farebbe sembrare l'istituto bruno leoni un covo di trotzkisti, quindi mi vergogno e non gioco per paura di passare al lato oscuro.
Ho provato una volta a giocare a Scarabeo e mi hanno cacciato dal tavolo perché tiravo fuori un sacco di parole complicate.
A Trivial Pursuit la prima volta ho preso a contestare le domande e mi hanno cacciato anche da lì.
Nei giochi di ruolo mi viene l'ansia da prestazione.
Mi viene l'ansia da prestazione anche a tombola.
A Risiko comincio subito a proporre trattati di pace.
A carte, per carità a carte, c'è da fare la faccia del bluff e mi viene malissimo, soprattutto in giochi intrinsecamente malvagi come Dubito e Pampalugo.
Ciò mi fa concludere che devo rileggere con maggiore attenzione Huizinga e il suo Homo ludens.

venerdì 26 ottobre 2018

Sonetto dello stipite vigliacco

Sonetto dello stipite vigliacco

O stipite vigliacco che ti credi
protetto dalle grazie della notte!
Nascondi le tue mire galeotte
nel buio più nascosto degli arredi,

tu, legno maestoso, mai non cedi
a ben più molli e docili condotte,
sicché ti trovo ignara e sento rotte
l'ultime dita, ed inermi, dei piedi!

Dilacerando la notte già scura,
urlo ed invoco, con nomi inconsulti,
Dei e madonne in concorso di colpa!

Sollievo: non v'è traccia di frattura,
solo il dolore che sboccia in singulti,
la scossa tumescenza della polpa.