martedì 15 ottobre 2019

Sonetto doppio sul sovraccarico sensoriale

Sonetto doppio sul sovraccarico sensoriale 
La testa s’è rimessa sotto sfratto.
Il suono, liquefatto,
allaga già l’orecchio; rotti, i sensi
non hanno direzione né contratto.
Se n’è dissolto il patto,
per cui deflagrano impietosi e densi:
così la vista s’infila nel tatto
inerme a quest’impatto
e sovraccaricato dagli immensi
respiri della gente; ad un tratto
un ordine disfatto
s’impone enorme nei nomi che pensi.
Scarnificato in ogni sensazione,
il corpo si richiude e sembra dica
la solita fatica
dell’arrivare intatto all’emozione,
salato dall’eccesso di persone;
e cerca quella pausa infine amica,
più facile e pudica
e non vendibile come finzione.


Napoli, 15 ottobre, notte d'insonnia

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