martedì 11 dicembre 2018

L'ascensore

Sonetto caudato dell’ascensore bloccato con me dentro che portavo fuori l’immondizia
Nessuno sa quale sorte gli tocca.
Scendevo, calma e dolce, col bidone.
D’un tratto, solitario, uno scossone:
ed ecco l’ascensore che si blocca.
Il fiato si fa muto nella bocca;
suono l’allarme, la concitazione,
un primo inerme gruppo di persone
lì fuori che mi parla; quasi scocca
l’ora ferale, ch’è sempre temuta,
che svelle già il domani dal mio ieri!
Premo pulsanti, non scendo, non m’alzo,
considero l’orror della caduta,
poi spero nell’arrivo dei pompieri,
basterà l’aria? Si muove! Un sobbalzo!
Il piede mezzo scalzo
si scaglia avanti, vedi, s’apre un vano,
son viva! sulle scale! M’allontano.


Ieri sera ho trascorso un quarto d'ora in un ascensore di un metro per un metro, bloccata fra il primo piano e il piano terra, mentre 
- una vicina raccontava che era successo anche a suo figlio e a suo marito
- la stessa vicina, cadendo nella fallacia del tacchino induttivista, garantiva che fino a un momento prima l'ascensore aveva funzionato benissimo
- Antonino chiedeva come stavo e telefonava all'amministratore
- un'altra vicina mi dava istruzioni "premi i pulsanti, non si sa bene in quale combinazione, bisogna andare per tentativi"
- il marito dell'altra vicina, insieme ad Antonino, cercava di forzare le porte con un cacciavite e diceva "se riusciamo ad aprire le porte c'è un buco di mezzo metro per farla uscire" e io mi sono vista tranciata in due dall'ascensore imbizzarrito 
- e pugnalata dal cacciavite
- la vicina che mi dava istruzioni suggeriva di non forzare la porta che era peggio
- la vicina induttivista mi diceva di non preoccuparmi
- io intanto pensavo che se l'ascensore fosse caduto liberamente comunque non mi sarei fatta molto male perché c'erano sì e no tre metri fino a fine corsa, e che in ogni modo il gedankenexperiment dell'ascensore ha valore solo perché è un esperimento pensato, col cazzo che in una situazione reale uno si mette a pensare all'equivalenza tra massa inerziale e massa gravitazionale
- c'è un racconto di Garcia Marquez in cui due rimangono bloccati in un ascensore e decidono di vivere lì e io al massimo avrei potuto vivere con un bidone dell'immondizia, perché la letteratura è bugiarda

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